Intervista al Maestro Chen Xiaoxing (2005)

Il testo dell’intervista al maestro Chen Xiaoxing da me condotta  a chenjiagou nel settembre 2005
l’intervista è stata pubblicata sul numero di Giugno/Luglio di EnerTao

 

 

1.                  Introduzione

Chenjiagou è il villaggio dove è nato lo stile Chen del Taijiquan. Come appassionato di questa meravigliosa arte erano molti anni che contavo di andarci per praticare presso la scuola del Maestro Chen Xiaoxing, il fratello del mio Maestro Chen Xiaowang, attuale rappresentante della diciannovesima generazione dello stile Chen.Mentre il Maestro Chen Xiaowang da molti anni si impegna soprattutto nella diffusione del Taiji in Occidente, il fratello si è dedicato alla scuola di Chenjiagou e a trasmettere l’arte alla futura generazione di praticanti del villaggio.Nella scuola vivono per lunghi periodi circa 60 ragazzi, dai 5-6 anni ai 20-25. A questi si aggiungono poi altri cinesi di maggiore età che si recano alla scuola per allenarsi per un periodo di tempo più breve. La pratica è costante e si svolge durante tutta la giornata, dalle 6 del mattino fino a notte inoltrata.Durante le lezioni i ragazzi normalmente si dividono in gruppetti e si allenano in tutto il curriculum del Chen, praticano zhang zhuang, eseguono molte ripetizioni di Laojia (Vecchia Struttura) e Xinjia (Nuova Struttura), oltre a spada, sciabola, da dao, doppia spada, lancia, etc….Gli studenti della scuola seguono altresì un training fisico molto impegnativo: corrono, sollevano pesi ed eseguono vari esercizi di equilibrio e potenziamento (spessi presentati sotto forma di gioco), pugni a sacchi. Ogni giorno inoltre si allenano ad un tuishou (l’esercizio della Spinta con le Mani) molto rude. Il Maestro Chen Xiaoxing sia nell’abilità che nel metodo di insegnamento è simile a suo fratello Chen Xiaowang. La possibilità di praticare con lui per più di 6 ore ogni giorno per 15 giorni mi ha consentito di approfondire la mia pratica complessiva.

2.                  Gli anni giovanili – L’Apprendistato

D: Maestro quale è stato il suo cammino nel Taiji? CXX: Nel cammino di ognuno ci sono diversi stadi. All’inizio si tratta generalmente di apprendimento passivo, in altre parole, ci deve essere qualcuno che ti motiva. Quali sono questi fattori?Molte cose: il nome di famiglia, i genitori, l’ambiente circostante. All’età di dieci anni non capivo molto. Capivo molto poco di quello che Chen Zhaopei insegnava. Egli non rimproverava mai nessuno e questa era una caratteristica del suo modo di insegnare. Tutto dipendeva dall’allievo.Ricordo che era solito dire: “Quando si studia il Taiji, se scegli di impararlo ma non usarlo è una cosa che riguarda te e non è cruciale. Ma se lo impari e non sei capace di applicarlo, allora questo è rilevante: da un punto di vista marziale è come se tu non avessi imparato nulla.”Una volta cresciuto, quando cominciai a lavorare fuori dal villaggio e a rendermi conto della notorietà del nome della mia famiglia, realizzai che non volevo essere colui che ne rovinava la fama. Quando ero giovane la mia pratica era sporadica e non consistente. C’erano delle volte che io non ero dell’umore giusto o ero pigro e saltavo l’allenamento. Quando ero nel corretto atteggiamento mentale mi allenavo e praticavo come un indemoniato. Delle volte ho praticato più duramente di chiunque altro.La mia pratica divenne consistente nel momento in cui cominciai a lavorare fuori dal villaggio. Quando le persone venivano a sapere che venivo da Chenjiaogu automaticamente presumevano che possedessi un’elevata abilità. A quel tempo decisi di cominciare ad allenarmi propriamente e con costanza. D: Quanto ha imparato da Chen Zhaopei?CXX: Ero piccolo ai tempi in cui Chen Zhaopei insegnava, anche se ero sempre presente alle sue lezioni ed ascoltavo le sue spiegazioni e i suoi racconti. Ricordo i suoi insegnamenti in modo molto chiaro, ma dal momento in cui cominciai a praticare con maggiore zelo fu mio fratello Chen Xiaowang a correggermi.Quando si è molto giovani, tutto quello che si impara è la sequenza ed il movimento (esterno). Nella mente di ogni adolescente non c’è intenzione su cosa fare durante la pratica. Lo stesso accadeva a me. Con Chen Zhaopei e Chen Zhaokui seguivo i movimenti senza una chiara intenzione. Solo successivamente feci un allenamento più approfondito con mio fratello maggiore Chen Xiaowang.

3.                  Differenze tra Nuova Struttura (Xinjia) e Vecchia Struttura (Laojia) dello stile Chen tradizionale

D: Come mai nella forma Xinjia ci sono molti più movimenti dinamici e con salti?CXX: Molte delle persone che praticarono a Beijing con il Maestro Chen Fake avevano già praticato altre arti marziali. Così Chen Fake aggiunse alcuni movimenti caratterizzati da una maggiore espressione esterna ed un più esplicito contenuto marziale. La principale differenza tra laojia e xinjia è una variazione più grande del jin e anche una maggiore presenza di un jin a corto raggio.D: È vero che a creare la Xinjia fu Chen Fake ma che fu Chen Zhaokui a strutturarla in maniera definitiva?CXX: Ad esser precisi Chen Zhaokui fu quello che diffuse e rese popolare la Nuova Struttura. Dopo la morte di suo padre nel 1957 egli viaggiò molto negli anni ‘60 del secolo scorso, insegnando a  Shanghai, Nanjing, Zhengzhou e altre città (Chen Fake non era più ritornato a Chenjiagou dopo il 1952). Nei primi anni del 1960 Chen Zhaokui andò a Shanghai ad insegnare la Xinjia e ritornò nel 1965 a Chenjiagou dove insegnò la Xinjia per un mese. Negli anni ‘70 ritornò a Chenjiagou per un mese ogni anno. Ciò ha portato a credere che fu lui a fissare la forma.D: Gli studenti di Chen Fake eseguivano la forma appresa dal Maestro in modo così diverso. Può spiegare il motivo di  questa variazione?CXX: Gli studenti di Chen Fake lo seguirono in diversi periodi della sua vita e per diverso tempo. La forma Xinjia necessitò di un certo periodo per evolversi e alcuni studenti l’avevano appresa durante i suoi primi anni a Beijing e altri successivamente. La maggior parte di loro praticarono per un periodo con lui e poi andavano via ritornando alle loro città natali. Chen Zhaokui è il solo che rimase con lui dall’inizio alla fine. Questa è la ragione per cui in Cina si possono vedere differenti interpretazioni degli insegnamenti di Chen Fake.Per esempio, i praticanti nella provincia di Shandong seguono principalmente lo stile di Hong Jun Sheng. A Beijing si possono vedere differenti gruppi praticare secondo gli insegnamenti di Chen Zhaokui, Feng Zhiqiang, Lei Muni e Tien Xiuchen tra gli altri. Ciascuno aveva un suo fisico e temperamento. Alla stessa maniera, io  vi insegno qui, ciascuno di voi ha un proprio fisico e una personale comprensione degli insegnamenti, ma tutti andrete via dicendo che avete imparato da Chen Xiaoxing.D: A Beijing si insegna solamente la forma Xinjia come prima forma, mentre in Chenjiagou si ritiene che la Laojia sia il fondamento e dovrebbe essere insegnata per prima. Che cosa ne pensa?CXX: Laojia e Xinjia non dovrebbero essere viste come due forme distinte perché entrambe sono fondamentali. In Chenjiaogu si usa la Laojia come fondamento perché è stabile e fluida e così è più facile comprendere e realizzare i principi. I praticanti di Chenjiaogu hanno il vantaggio di conoscere e praticare entrambe le prime sequenze dei due sistemi.

4.                  L’insegnamento di oggi rispetto a quello del passato

 D: In Occidente si vedono molti insegnanti il cui livello è piuttosto mediocre. La preoccupa il fatto che questo comporterà una diluizione del livello standard e abilità del Taiji?CXX: Non è una questione di livello. La maggior parte delle persone che guardano al Taiji come una forma di esercizio salutare non cercano un alto livello in un insegnante. Le persone che invece vogliono seriamente raggiungere una comprensione più profonda del Taiji, viaggiano e cercano buoni Maestri perché non sono soddisfatti di uno mediocre. Cosi il fatto che ci siano molti insegnanti mediocri non vorrà dire che il livello complessivo si abbasserà. Per esempio l’insegnante di Shanghai, che ha lasciato Chenjiagou poco prima che voi arrivaste, quando arrivò qui era considerato il numero uno nella sua città. Invece quando andò via da qui si sentiva molto modesto. Infatti a parte me, quando si guardava attorno vedeva molte persone più brave di lui. Questo fatto ha però esercitato una forte pressione su di lui per migliorare il suo livello. Questo significa che le persone che non sono cosi brave cercheranno di migliorare la loro abilità. In questo modo il livello di Taiji si alza.D: Nel passato la relazione studente-maestro era differente da quella odierna. Prima le persone non pagavano mentre oggi l’insegnamento è condotto come uno scambio commerciale. Quale è la sua opinione a riguardo?CXX: Questa visione non è completamente corretta. Anche nel passato si pagava per l’apprendimento ma lo si faceva sotto altre forme e modalità. Oggi gli studenti vengono e contrattano con l’insegnante il costo della lezione. Ma si sbaglia a pensare che in passato non era richiesto alcun pagamento. Per esempio mio zio Chen Zhaokui viaggiava molto per insegnare: se non fosse stato pagato come avrebbe potuto sopravvivere? Una delle differenze è che i Maestri in passato insegnavano solamente quando si sentivano di farlo e non c’era un orario prefissato.Inoltre in passato il pagamento era spesso in natura, in quanto si aiutava il maestro in casa oppure si facevano dei lavori per lui. Nel tempo libero poi il Maestro insegnava. Ad esempio, ai tempi di mio nonno (Chen Fake) c’era uno studente che lavorava in una farmacia, questi non pagava per l’insegnamento, ma ogni volta che si ammalava qualcuno della famiglia del Maestro portava loro le medicine gratuitamente. Esisteva anche la consuetudine che il ricco pagava ma il povero no, in modo che il ricco poteva sostenere l’insegnamento dello studente che non poteva permetterselo. Questa usanza vale tuttora, i ragazzi di Chenjiagou infatti non pagano per l’insegnamento presso la nostra scuola. D: In cosa si differenzia l’apprendimento in Occidente rispetto a quello di Chenjiaogu?CXX: Nei seminari in Occidente si pratica soltanto per poche ore al giorno con lunghe pause, diversamente da Chenjiaogu dove c’è un continuo input.. Nei seminari i maestri, per quanto bravi, insegnano per un periodo di tempo limitato, quindi non c’è tempo per un insegnamento approfondito. Per esempio qui, se si fa un movimento  scorretto si chiede di ripeterlo finchè non si migliora. Questo non lo si può richiedere durante un seminario di qualche giorno. Inoltre conta anche l’ambiente circostante che motiva, come il fatto di praticare nel luogo natale del Taiji.

5.                  La pratica ed il Tempo

D: Lei da molta importanza ad allenarsi a focalizzare il jin e a sviluppare le caratteristiche del corpo Taiji, ma la maggior parte delle persone ha poco tempo per praticare. Quale pensa sia il miglior modo di allenarsi?CXX: Il gongfu è strettamente collegato al tempo. Soltanto da una lunga e duratura pratica si può conseguire l’abilità. E’ come quando si va a scuola. Bisogna trascorrere alcuni anni alle scuole elementari e medie e non si può saltare dopo appena qualche mese direttamente alla scuola superiore o università. Bisogna dedicarci del tempo. La cosa più importante è fare attenzione al maestro quando insegna e poi allenarsi in modo coerente quando si può.Sfortunatamente non ci sono alternative o scorciatoie. Questa è l’unica via. C’è da dire che molti  pensano che in passato i maestri avessero molto tempo per praticare e non dovessero lavorare come le persone di oggi. In realtà il lavoro oggigiorno mediamente è molto più facile. Normalmente le persone lavorano per circa otto ore al giorno. Quando io da giovane lavoravo nei campi, noi non avevamo macchine da lavoro. Anche quando cominciarono ad essere utilizzate, a Chenjiagou non avevamo abbastanza soldi per acquistarle. Il lavoro era molto duro e non limitato a poche ore al giorno.Insomma è tutta questione di disciplina e organizzazione. Se si lavora otto ore al giorno non è impossibile, se lo si vuole, riuscire ad allenarsi per due ore. Si possono fare facilmente dieci ripetizioni della forma in due ore. Se si fa questo per 365 giorni vedete quante ripetizioni si saranno fatte. E’ un problema di determinazione e perseveranza.  Se lo si vuole realmente si riesce a farlo.

6.                  Il futuro di Chenjiagou e del Taiji

D: considerati i veloci cambiamenti nella società e negli stili di vita cinesi lei crede che la prossima generazione praticherà il Taijiquan?CXX: E’ nell’ordine naturale delle cose che continuino ad impararlo, ma che poi lo facciano effettivamente dipende completamente da loro. Spetta alla generazione precedente, quella più anziana, di nutrirli, proprio come è accaduto a me. Questa cosa non può essere forzata, proprio come quando si manda a scuola il proprio figlio e dipende da lui se impara oppure no. Noi è come se aprissimo la strada, sperando che qualcuno la percorra, ma se si rifiutano di percorrerla non c’è niente che si possa fare. Comunque è una cosa naturale, non c’è alcuna ragione per cui la prossima generazione non pratichi, poiché anche loro sono immersi in una cultura e vivono in un ambiente in cui tutti lo fanno.D: La stessa Chenjiagou sta cambiando molto rapidamente, come pensa questo influirà sullo sviluppo del Taiji?CXX: Il progresso è cosi. Si va sempre avanti e mai indietro. Non credo questo influenzerà negativamente il Taiji. Poichè le condizioni migliorano, più persone verranno qui ad impararlo. Inoltre quando il livello di vita delle persone migliora  si comincia a pensare alla qualità della vita, allo stare in salute e sereni. Se l’unica preoccupazione è quella di procurarsi abbastanza denaro per riempire il proprio stomaco allora non si ha energia o tempo per perseguire altre cose. Soltanto quando non si ha da preoccuparsi per il cibo ed i vestiti si può dedicare energia per migliorare la propria vita. Questa è anche la ragione per cui durante gli anni della grande carestia il taiji fu quasi del tutto abbandonato a Chenjiaogu, prima che Chen Zhaopei ritornasse.D: Il Tempio Shaolin è diventata una meta turistica con migliaia di visitatori. Crede che per Chenjiagou sarà lo stesso?CXX: Credo che questo non avverrà a Chenjiagou, almeno nell’immediato futuro. Il tempio Shaolin non è soltanto un nome famoso in tutto il mondo, ma ha anche altre attrazioni, come le montagne, i fiumi etc. Chenjiagou non ha queste attrazioni ed il governo non è interessato ad investirci. Non basta quindi avere un nome famoso, questo deve associarsi ad un ambiente adatto per il turismo.D: Ora in Occidente sempre più persone imparano il Taiji stile chen. Quali sono le sue sensazioni sulla diffusione del Taiji in Occidente? Pensa che i praticanti occidentali possano raggiungere o superare quelli cinesi?CXX: Il Taiji dalla sua creazione ad oggi è andato incontro a grandi cambiamenti. Dal tempo che Chen Changxing insegnò per la prima volta ad un esterno, a Yang Luchan, il sistema si è aperto al mondo. Nel passato era considerato un sistema familiare, ora è aperto a tutti. Chiunque sia interessato ad apprenderlo può farlo. Non importa il continente o la razza. L’unico fattore frenante è la lingua ed anche la comprensione della tradizione e cultura che fa parte della filosofia del Taiji. Cose che sono date per scontate nella lingua cinese non esistono nelle lingue occidentali. Di conseguenza il processo di apprendimento è più lungo. E’ impossibile colmare il divario immediatamente. Bisogna passare per un graduale e lento processo, ma alla fine si arriva.

Eugenio Tufino, insegnante di meditazione zen e Taijiquan stile Chen. Studia con il Maestro Chen Xiaowang, di cui è allievo dal 1995. Ha avuto l’opportunità di studiare anche con altri Maestri di Chenjiagou come Zhu Tiancai e Chen Xiaoxing. Ha curato di recente l’edizione italiana di “Taijiquan Stile Chen – L’Origine dell’Arte del Taijiquan” Ed. M.I.R.  Insegna a Milano, sito Web: www.chentaiji.it

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