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Taiji : Tradizione, esperienze soggettive e scienza (commenti sparsi)

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E’ stato appena pubblicato un libro postumo che raccoglie, a cura della compagna, la poetessa Laurie Anderson,  gli scritti di Lou Reed sul Taiji e anche testimonianze di amici e altri praticanti del suo gruppo a New York, guidati dal Maestro Ren Guang Yi, uno dei discepoli più noti di Chen Xiao Wang.

Questa citazione (che ha segnalato su Facebook l’insegnante di Taiji di Torino, Alberta Coccimiglio) cattura bene una sensazione che molti praticanti di Taiji provano quando praticano:

“Tai Chi puts you in touch with the invisible power of — yes — the universe. The best of energies become available, and soon your body and mind become an invisible power.”

C’è bisogno di aggiungere altro?

Da un certo punto di vista no. Può essere interessante però anche vedere se ci sono riscontri misurabili, nella ricerca medica, al di là dell’esperienza soggettiva.

Bisogna fare però attenzione. Durante la pandemia Covid-19 abbiamo visto un uso, a volte, fuorviante degli articoli scientifici, spesso si sono confusi articoli ancora pre-print, oppure articoli su riviste predatorie, per ricerche serie e definitive. Per non parlare di quando i giornali equivocavano apposta per incrementare le vendite, con titoli che erano opposti a quanto detto nello studio da loro citato.

La scienza procede a piccoli passi e sono gli articoli complessivamente su un certo tema che danno una migliore indicazione di cosa si stia facendo nel settore.

Per valutare un articolo bisogna avere poi competenze specialistiche anche di statistica, oltre che essere competenti dell’argomento trattato. Negli ultimi anni ho lavorato con la statistica per gli studi nel campo della physics education e, alla luce di quanto imparato, ho acquistato un nuovo interesse verso le pubblicazione scientifiche sul Taiji.

E’ un interesse rinnovato, anni fa ho curato l’edizione italiana del libro di Yang Yang (https://it.blurb.com/b/7575891-il-taijiquan-arte-del-nutrire-scienza-della-forza) , Il Taijiquan, arte del nutrire scienza della forza, che è, a mia conoscenza, il miglior tentativo di conciliare arte tradizionale del taiji con le ricerche mediche (in neuroscienze, invecchiamento, ortopedia, fisiatria, etc.). In una delle appendici il Maestro Yang Yang raccoglieva in tabella i vari studi più importanti, differenziandoli per metodologia adottata. Ricordo che all’epoca insegnavo Taiji in una vacanza al mare di Tra Terra e Cielo e il Dottor Berrino, epidemiologo di fama, teneva anche lui delle lezioni e gli chiesi informazioni sulle varie tipologie e metodologie nella ricerca medica.

Dalla pubblicazione del libro di Yang Yang la ricerca è andata avanti. Un esempio di studio interessante in cui mi sono imbattuto ieri è questo, sugli effetti del Taiji sui pazienti effetti da Parkinson. La rivista è seria. Gli autori dello studio hanno comparato il gruppo di praticanti di Taiji con un gruppo di persone che faceva una camminata veloce ed un altro gruppo di controllo che non praticava alcuno sport sistematicamente.

I numeri sono piccoli e le limitazioni dello studio sono molte (riportate in una sezione apposita).

Ecco le conclusioni:

Our study revealed that long-term Tai Chi training improves motor function, especially gait and balance, in PD patients. Enhanced brain network function, reduced inflammation, improved amino acid metabolism, energy metabolism and neurotransmitter metabolism, as well as decreased vulnerability to dopaminergic degeneration may be mechanisms underlying the effects of Tai Chi training.

Con una traduzione veloce:  

Il nostro studio ha rivelato che l’allenamento a lungo termine di Tai Chi migliora la funzione motoria, in particolare la marcia e l’equilibrio, nei pazienti con Parkinson. La migliorata funzione della rete cerebrale, la riduzione dell’infiammazione, il miglioramento del metabolismo degli aminoacidi, del metabolismo energetico e del metabolismo dei neurotrasmettitori, così come la diminuzione della vulnerabilità alla degenerazione dopaminergica possono essere i meccanismi alla base degli effetti dell’allenamento di Tai Chi.

Interessante da sapere, no?